Dopo la Brexit, la richiesta di rimborsi dell’IVA tra Italia e Regno Unito, che prima era normato dall’art. 38-bis del DPR 633/72, ha ricevuto una nuova regolamentazione grazie all’accordo di reciprocità, stabilito con la Risoluzione n. 22 del 02.05.2024, che è entrato in vigore il 7 febbraio 2024. Di seguito un riepilogo delle informazioni più rilevanti:
Scadenza per le Richieste di Rimborso
- Data limite: 30 settembre 2024 per i rimborsi relativi agli acquisti effettuati nel 2023.
Procedura per Richiedere i Rimborsi
- Contesto Normativo:
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- Fino al 31 dicembre 2020, il Regno Unito era considerato parte del mercato unico europeo e, pertanto, soggetto alla normativa dell’art. 38-bis del DPR 633/72.
- Dal 1° gennaio 2021, il Regno Unito è classificato come paese terzo in materia di IVA, per cui soggetto alla nuova normativa prevista dagli accordi di reciprocità fissati dalla Risoluzione n. 22 del 02.05.2024, pertanto soggetti all’art. 38-ter del DPR 633/72.
- Accordo di Reciprocità:
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- E’ stato affermato ufficialmente con scambio di Note Verbali tra i rappresentanti dei due Paesi.
- Riconosce la reciprocità per i rimborsi IVA per le operazioni realizzate dal 1° gennaio 2021.
- Modalità di Richiesta:
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- I soggetti stabiliti in Italia possono presentare le richieste di rimborso IVA secondo le leggi britanniche.
- I soggetti britannici devono seguire le procedure italiane per ottenere i rimborsi, conforme all’articolo 38-ter del D.P.R. n. 633/1972.
Dettagli Pratici
- Le richieste di rimborso devono essere presentate seguendo le modalità e i moduli stabiliti dall’Agenzia delle Entrate Italiana (ADE), come descritto nel provvedimento del 1° aprile 2010.
- Rimane da chiarire se le richieste di rimborso per gli anni 2021 e 2022 possano essere presentate entro la scadenza del 30 settembre 2024.
Considerazioni Finali
Questi sviluppi rappresentano una novità significativa per le aziende che operano tra Italia e Regno Unito, facilitando il recupero delle somme versate a titolo di IVA in un contesto post-Brexit. È consigliabile per le aziende interessate verificare le modalità specifiche e consultare esperti fiscali per garantire la conformità alle nuove normative.